Werner Heisenberg

Più Heisenberg per tutti

Il racconto della scoperta del principio di indeterminazione, fatto da Manjit Kumar nel libro Quantum. Da Einstein a Bohr, la teoria dei quanti, una nuova idea di realtà, fornisce un ritratto di Heisenberg inquieto e combattuto; un giovane esploratore della realtà subatomica che nel 1927, come un contemporaneo principe di Danimarca in preda alla più oscura disperazione, vaga nel parco dell'Istituto di fisica teorica di Copenhagen alla ricerca di una soluzione. È da una passeggiata notturna che – a quanto sembra – viene alla luce il celebre principio. Tale principio stabilisce i limiti di conoscenza e di misurazione di un sistema fisico e, nel mondo del molto piccolo, viene spesso enunciato come l’impossibilità di misurare la posizione e, insieme, la velocità di una particella.

Io, del principio di indeterminazione, mi sono fatto un'idea, per così dire, più narrativa in cui vorrei accompagnarvi con un semplicissimo esperimento mentale.

Immaginate di salire in montagna, in un luogo panoramico. Di fronte a voi, sempre più rarefatte sulla distanza nel cielo azzurro, sono disseminate le vette dell'arco alpino. Sotto di voi, il sentiero scende verso valle e, dopo le prime tortuose curve, potete intravvedere la via allungarsi e rilassarsi sul fondo della conca che vi ha condotto fino a lì. Ora potete scegliere tra due alternative: o allargare l'occhio, accogliendo nei vostri respiri, l'ampio panorama di fronte a voi; o chiuderlo verso i dettagli più stretti: quel passaggio, quella roccia, quel particolare che potete staccare con precisione dal resto della scena. Quel che è certo è che non potete fare le due cose insieme.

Insomma – dice Heisenberg – non c’è modo di arrivare a una definizione totale e inequivocabile della realtà. E quel che ancora è più grave, l'osservatore non può sottrarsi al destino di condizionarla ogni volta che esegue l'osservazione.

Heisenberg ha mostrato che la natura profonda delle cose contiene un irriducibile conflitto cui non c'è speranza di porre rimedio. Tuttavia è proprio da esso che emerge la possibilità di cambiare prospettiva, di pensare altrimenti da ciò che le cose abitualmente sembrano essere. Il principio di indeterminazione è, in fin dei conti, la condizione per una continua apertura a una domanda di senso e di rinnovamento dello status quo.

Per la verità non importa neppure se il principio sia o meno reale. Quel che conta è la sua dimensione metaforica.

Più Heisenberg per tutti! In un'epoca che ci vuol mostrare un prodigioso progresso a senso unico e che riduce il pensiero a una mera capacità di calcolo, è bene tenere a mente che gli scricchiolii del futuro non sono il segno dell'incapacità umana di prevederlo, ma l'inevitabile destino cui neanche la più sofisticata intelligenza artificiale potrà mai dare completa risposta.

Il Nutrimento della settimana

Condivido semi culturali per nutrire idee e persone

20/12/2018
Il Natale è quel momento che ci ricorda come ogni caduta, ogni sconfitta, contiene in sé il germe di una nuova e luminosa esperienza.
11/12/2018
In un tempo che ci invita di continuo a dimenticare, creare memoria è l'atto con cui riprendersi la propria identità e la possibilità di un futuro.
06/12/2018
L'asimmetria sembra pervadere la vita molto più di quanto pensiamo e anche nel quotidiano è una risorsa preziosa, da non trascurare.